Prova di realtà per l’intelligenza artificiale: correzione o fine del ciclo?
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In breve
- Prevediamo che il ciclo dell’intelligenza artificiale (IA) prosegua, poiché al momento non vediamo segnali di eccesso di offerta.
- Gli investimenti in infrastrutture di IA continuano a espandersi, anche se sostenuti in misura crescente dal finanziamento tramite debito.
- Monitoriamo la monetizzazione così come l’adozione e vediamo un sostegno dai fondamentali sottostanti.
- Considerati i vari colli di bottiglia dell’offerta, vediamo un potenziale di significativa crescita degli utili a valutazioni interessanti.
Nota: per le spiegazioni della terminologia dell’IA si rimanda al glossario in fondo al Viewpoint.
Il sell-off nella giusta prospettiva
Le filiere tecnologiche asiatiche sono al centro del boom degli investimenti nell’IA guidato dai giganti tecnologici statunitensi. Hanno quindi registrato una crescita degli utili eccezionale e performance stellari dei corsi azionari. Dal lancio di ChatGPT nel 2022 l’indice MSCI Emerging Markets Information Technology è più che quintuplicato e, lungo il percorso, i timori di una bolla dell’IA e le preoccupazioni per la mancanza di ritorno sull’investimento (ROI) hanno ripetutamente innescato correzioni. Finora questi ribassi sono stati seguiti da periodi di forte ripresa del mercato.
L’ultimo sell-off, osservato nel giugno 2026, ha seguito uno schema familiare. Le preoccupazioni sul ROI dell’IA, i timori di fine ciclo, la crescente concorrenza cinese e l’incertezza economica legata alle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno pesato fortemente sul sentiment. Gli elevati livelli di leva finanziaria negli investimenti, dato che molti investitori privati hanno fatto ricorso a capitale preso in prestito, hanno amplificato il calo. A nostro avviso, tuttavia, la reazione del mercato sovrastima i rischi, poiché i piani di investimento su larga scala, la moderazione dei rincari dei prezzi delle memorie e i modelli di IA cinesi a basso costo non implicano un contesto di eccesso di offerta. Consideriamo invece la recente correzione un’ulteriore opportunità per acquisire esposizione a un tema di crescita di lungo periodo convincente, anche se la debolezza a breve termine potrebbe persistere.
Il quadro generale: come monitoriamo il ciclo dell’IA
In una prospettiva storica, il ciclo di investimenti nell’IA sembra trovarsi in una fase relativamente iniziale. Le precedenti ondate tecnologiche, come gli smartphone e il cloud computing pubblico, sono durate più di otto anni prima che l’espansione dei ricavi rallentasse al di sotto del 20%. Sono trascorsi meno di quattro anni dal lancio di ChatGPT nel novembre 2022 e riteniamo che l’IA possa in ultima analisi superare entrambe queste rivoluzioni tecnologiche. L’impatto è già evidente: la crescita dei ricavi del cloud è tornata ad accelerare, verso il 50%, mentre leader dell’IA come OpenAI e Anthropic, secondo quanto riportato, hanno quadruplicato i ricavi nel 2025. Tuttavia l’adozione da parte delle imprese resta in una fase iniziale e i flussi di lavoro di IA agentica stanno appena iniziando a crescere di scala, il che potrebbe indicare ampi margini di crescita.
L’impennata senza precedenti della domanda di potenza di calcolo ha inoltre portato il mercato complessivo dei semiconduttori a triplicare, alimentando un ampio ecosistema di fornitori di tecnologie per data center.
Una prospettiva di lungo periodo sull’industria dei semiconduttori evidenzia il ricorrente schema di cicli di boom e bust, con periodi di carenza di offerta seguiti infine da sovraccapacità, anche all’interno di potenti trend di crescita secolari. Il boom del cloud computing, ad esempio, ha accelerato dopo che Amazon ha reso noto AWS nel 2015, ma ha comunque attraversato correzioni significative durante l’aggiustamento delle scorte del 2018 e il rallentamento legato alla pandemia di Covid nel 2022. Ciò sottolinea l’importanza di monitorare da vicino l’equilibrio tra domanda e offerta. Dato che gli hyperscaler statunitensi rappresentano il grosso degli investimenti globali in data center e che i loro investimenti in conto capitale (capex) dovrebbero ammontare quest’anno a circa 745 miliardi di USD, riteniamo che le domande chiave siano se questo livello di spesa crei valore e se le solide prospettive siano supportate da aspettative di rendimento soddisfacenti.
Grafico 4: Tracker IA – nessuna bolla, ma finanziamento e pipeline di data center da monitorare
Dimensioni chiave | Principali dati recenti | Tendenza | |
Investimenti | Capex degli hyperscaler |
| In ulteriore espansione |
| Finanziamento |
| FCF in calo, margine per nuovo debito, le IPO raccolgono fondi |
Domanda | Monetizzazione |
| In accelerazione |
Utilizzo di token |
| In aumento | |
Offerta | Tensione nella filiera |
| In tensione |
Pipeline di data center |
| Impegnativo | |
Euforia | Valutazioni |
| Interessanti |
Fonti: Bernstein, Bloomberg, BofA, Morgan Stanley, Goldman Sachs, OpenRouter, Ramp, Silicon Data, UBS, Vontobel; dati al 5 agosto 2026
Gli investimenti in infrastrutture proseguono, sebbene finanziati in misura crescente tramite debito e capitale azionario
Prevediamo che il capex degli hyperscaler cresca quest’anno di oltre l’80%, e i recenti sviluppi potrebbero giustificare un’ulteriore revisione al rialzo delle prospettive. Alphabet ha recentemente aumentato la propria guidance sul capex di altri 15 miliardi di USD, sebbene questa superi per la prima volta nella sua storia il flusso di cassa operativo, e ha persino indicato un’ulteriore espansione «significativa» per il prossimo anno. Anche Amazon sta accelerando i propri investimenti, attendendosi «rendimenti convincenti» dopo un periodo di recupero di tre anni e una domanda «sorprendente» attesa per il 2028.
Il motivo è semplice: la potenza di calcolo sembra rimanere ampiamente inferiore a una domanda in rapida espansione. Se la domanda continuerà a superare l’offerta, maggiori investimenti potrebbero restare al tempo stesso economicamente interessanti e strategicamente importanti per preservare la competitività. Sebbene il crescente ricorso al finanziamento tramite debito richieda un attento monitoraggio, lo consideriamo una bandiera gialla, non ancora rossa. Riteniamo infatti che sia le emissioni di debito sia quelle di azioni sostengano l’ulteriore crescita nel breve periodo, e ci aspettiamo che gli hyperscaler aumentino l’indebitamento finché i loro rating creditizi investment grade, di norma un segnale di elevata affidabilità creditizia, resteranno intatti. Le offerte pubbliche iniziali (IPO) di Anthropic e OpenAI forniscono ulteriori risorse per l’espansione della capacità. Un’altra bandiera gialla è l’ascesa del cosiddetto finanziamento circolare, in cui, per esempio, gli hyperscaler acquisiscono partecipazioni in grandi clienti. Sebbene ciò aumenti la leva finanziaria sia a monte sia a valle dell’ecosistema, sostiene anche la crescita degli investimenti nel breve periodo.
Il potenziale percorso verso una maggiore redditività si fa più chiaro
La tenuta nel tempo del ciclo dell’IA dipende in ultima analisi dalla redditività e dai rendimenti del capitale investito (ROIC). Le attività cloud degli hyperscaler, nel loro complesso, hanno accelerato fino a una crescita di quasi il 50%, con margini operativi del 35-40%. Le nuove generazioni di chip, i chip proprietari come le TPU di Google e la vendita dell’accesso a modelli proprietari eseguiti su tale capacità potrebbero sostenere i margini man mano che cresce la componente di IA. Gli hyperscaler ottengono solidi rendimenti sulle nuove capacità, ma non ancora sull’intera base di capitale. Un data center di generazione attuale e ben utilizzato potrebbe generare un ROIC di circa il 20-30% se affittato ai clienti, ma gran parte del capitale totale è ancora in costruzione, opera con chip più vecchi o è assorbita dall’addestramento interno. Riteniamo pertanto che i rendimenti si collochino inizialmente appena intorno al costo del capitale, o leggermente al di sotto, e ci aspettiamo che possano aumentare nel tempo, man mano che cresce l’utilizzo del capitale. I prezzi di noleggio restano favorevoli.
Anche i laboratori di IA di frontiera hanno superato le aspettative in termini di crescita sia degli utenti sia dei ricavi. OpenAI ha appena superato il miliardo di utenti mensili dopo meno di quattro anni – Meta ha impiegato nove anni per riuscirci – mentre l’ultimo run rate annualizzato dei ricavi comunicato da Anthropic, pari a 47 miliardi di USD, ha superato società di software come SAP o Salesforce, che hanno impiegato decenni per raggiungere dimensioni simili. I produttori di modelli sono in genere ancora in perdita, anche se secondo alcune stime Anthropic si starebbe già avviando verso un utile operativo positivo grazie alla focalizzazione sulle imprese e a un’espansione della capacità meno aggressiva rispetto a OpenAI. In ogni caso, vediamo un possibile percorso verso una maggiore redditività nel più lungo periodo. L’addestramento costoso e gli utenti gratuiti pesano inizialmente in modo considerevole sulla redditività. Ma i margini lordi sull’inferenza – ossia la fase in cui un modello addestrato applica le proprie conoscenze e genera ricavi – si attestano, secondo quanto riportato, attorno al 70% nel business con le imprese. Quindi, man mano che l’inferenza cresce rispetto all’addestramento, i margini e i ritorni sugli investimenti potrebbero migliorare. E sebbene OpenAI sembri attualmente incontrare maggiori difficoltà, con una base di clienti sbilanciata verso i consumatori, vediamo che un potenziale miglioramento potrebbe venire da una maggiore adozione da parte delle imprese, dalle opportunità pubblicitarie e da una più profonda integrazione verticale.
La concorrenza dei modelli di IA cinesi molto più economici resta una preoccupazione centrale, ma DeepSeek ha dimostrato che prezzi più bassi per token possono stimolare i volumi di token consumati. Per i modelli di frontiera, la crescita dell’utilizzo ha superato di gran lunga i cali dei prezzi, il che spiega la crescita esponenziale dei ricavi dei laboratori di frontiera. Inoltre, sebbene il recente lancio del modello cinese Kimi 3 di Moonshot AI abbia sorpreso il mercato per le sue solide prestazioni, esso presenta anche prezzi più elevati, paragonabili a quelli dei modelli di frontiera statunitensi, poiché richiede un’elevata potenza di calcolo. Ciò sottolinea che, contrariamente alla percezione comune, i principali modelli open-weight cinesi non sono gratuiti e, in fin dei conti, nemmeno così economici. Dimostra inoltre le cosiddette leggi di scala, secondo cui le prestazioni dei modelli migliorano in modo prevedibile con maggiore potenza di calcolo, più dati di addestramento e modelli di maggiori dimensioni.
La carenza di offerta potrebbe richiedere più tempo per essere riassorbita
I cicli tecnologici di norma si invertono quando l’offerta raggiunge la domanda ed emergono preoccupazioni per un eccesso di offerta. Accanto ai massicci piani di spesa degli hyperscaler, gli investimenti per svariati miliardi recentemente annunciati dai produttori di chip alimentano questi timori. TSMC ha alzato le proprie previsioni di investimenti in conto capitale e ha annunciato un investimento aggiuntivo di 100 miliardi di USD in impianti avanzati di produzione di chip negli Stati Uniti. Nel frattempo, i produttori coreani di memorie Samsung Electronics e SK Hynix hanno svelato piani di espansione a lungo termine per un valore di oltre 1'700 miliardi di USD e 750 miliardi di USD, rispettivamente.
Tuttavia, gran parte di questi investimenti sarà realizzata oltre il 2030. Poiché i progetti nei semiconduttori richiedono anni per essere completati e portati a regime, nel frattempo l’offerta potrebbe restare limitata. Di conseguenza, i prezzi delle memorie sono aumentati di circa dieci volte dall’inizio del 2025 e i clienti sono sempre più disposti a vincolarsi a contratti a lungo termine a prezzi elevati per assicurarsi le forniture future. I vincoli sul fronte dell’offerta sembrano rimanere diffusi lungo l’intera filiera dell’IA, estendendosi oltre i semiconduttori a componenti critici e materiali di base. Monitoriamo quindi da vicino prezzi e capacità. Più a valle, la realizzazione dei data center continua a scontrarsi con colli di bottiglia legati all’approvvigionamento elettrico, ai permessi di costruzione e ai ritardi nella capacità, rallentandone la messa in funzione tempestiva. Si tratta quindi di un altro ambito chiave in cui seguiamo i progressi.
Valutazioni attuali interessanti e lontane dai livelli di bolla
Nel complesso, riteniamo che il ciclo dell’IA dovrebbe avere ancora ulteriore margine di crescita. Sebbene le valutazioni fossero elevate prima della recente correzione dei prezzi dei titoli tecnologici, restavano ben al di sotto dei livelli osservati nell’era delle dot-com dal 1995 al 2001, quando la rapida ascesa di internet provocò un imponente boom di borsa trainato dalle startup basate su internet, conclusosi con un crollo drammatico. A differenza di alcuni precedenti episodi speculativi, l’odierno rally tecnologico è stato sostenuto da una solida crescita degli utili e da una domanda di infrastrutture duratura. Dopo il sell-off, riteniamo che le valutazioni attuali appaiano interessanti e che i driver di lungo periodo del ciclo dell’IA restino sostanzialmente intatti.
Glossario dell’IA
- Token: l’unità che un modello legge e scrive: circa tre quarti di una parola, o pochi caratteri. Tutto viene prezzato e misurato in token – i laboratori fatturano per milione di token in entrata e in uscita – il che ne fa l’unità di base del settore sia per la capacità sia per i ricavi.
- Addestramento: il processo una tantum di costruzione di un modello, che viene alimentato con enormi quantità di dati mentre miliardi di parametri vengono regolati finché non apprende gli schemi. Si protrae per settimane o mesi su decine di migliaia di GPU collegate tra loro, e il risultato è un insieme fisso di pesi – il modello finito. I cicli di addestramento di frontiera costano ormai da centinaia di milioni ad alcuni miliardi di dollari statunitensi; dal punto di vista economico si tratta di investimenti in conto capitale, sostenuti in anticipo e ammortizzati lungo la vita commerciale del modello.
- Inferenza: l’esecuzione del modello finito per rispondere a una richiesta reale. Ogni richiesta costa poco e richiede secondi anziché mesi, ma avviene miliardi di volte al giorno: l’inferenza è quindi il costo operativo ricorrente che cresce con l’utilizzo. È anche ciò che genera i ricavi: i laboratori fatturano per token di inferenza, e se tali ricavi coprano l’addestramento più l’infrastruttura è la questione centrale dell’economia unitaria dell’IA.
- Modelli di frontiera: i modelli più capaci disponibili in un dato momento (ad es. classe GPT, Claude Opus, Gemini Ultra); costosi da addestrare e da eseguire; la «fascia più alta» del mercato. Si chiamano modelli di frontiera perché si collocano sul fronte più avanzato di ciò che l’IA è in grado di fare – un confine che si sposta a ogni rilascio importante.
- Modelli open-weight: modelli i cui parametri addestrati sono pubblicati, cosicché chiunque può scaricarli ed eseguirli sul proprio hardware anziché pagare per token tramite un’interfaccia di programmazione delle applicazioni. Raramente sono davvero «open source»: i dati di addestramento e il codice restano di norma privati, quindi il termine è usato in senso lato. Esempi: Llama di Meta, DeepSeek, Kimi di Moonshot.
- IA agentica: invece di rispondere a una domanda alla volta, un’IA agentica esegue autonomamente un compito articolato in più passaggi: pianifica, usa strumenti (ricerca, codice, file), verifica il proprio lavoro e itera fino al completamento.
- ChatGPT: il prodotto di chat per consumatori di OpenAI (l’app, non il modello), lanciato nel novembre 2022, che si basa sui modelli GPT di OpenAI.
- Leggi di scala: l’osservazione empirica secondo cui le prestazioni dei modelli migliorano in modo prevedibile all’aumentare di tre fattori: dimensioni del modello, dati di addestramento e potenza di calcolo. Documentate per la prima volta dai ricercatori di Baidu nel 2017, formalizzate da Kaplan e colleghi presso OpenAI nel 2020 e affinate dallo studio Chinchilla di DeepMind del 2022, che ha mostrato come la maggior parte dei modelli fino ad allora fosse stata fortemente sotto-addestrata rispetto alle proprie dimensioni. È questa la giustificazione intellettuale dell’intero boom degli investimenti in conto capitale – se le capacità seguono in modo affidabile la spesa, spendere di più è razionale. Va notato che si tratta di regolarità osservate, non di leggi fisiche.
- GPU (unità di elaborazione grafica): un chip nato per la grafica, oggi il cavallo da lavoro dell’IA, perché esegue migliaia di calcoli in parallelo. Nvidia domina questo mercato.
- ASIC (circuito integrato specifico per applicazione)/chip personalizzati: aun chip progettato per un compito specifico anziché per un uso generico. Gli hyperscaler sviluppano ASIC propri (Google: TPU; Amazon: Trainium; Meta: MTIA) per ridurre i costi e la dipendenza da Nvidia.
- TPU (tensor processing unit): il chip acceleratore di IA sviluppato da Google – l’esempio più noto di chip personalizzato, usato per addestrare ed eseguire Gemini.
- TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company): il più grande produttore di chip per conto terzi al mondo. Non progetta nulla in proprio, ma fabbrica chip per altri – Nvidia, Apple, AMD e i chip personalizzati degli hyperscaler passano tutti dai suoi stabilimenti di Taiwan. Di fatto un monopolio nelle tecnologie di punta, il che ne fa un punto critico per l’intera costruzione delle infrastrutture di IA e il fulcro del rischio geopolitico intorno a Taiwan.
- Memoria: il luogo in cui un chip conserva i dati che sta elaborando. La memoria principale (DRAM: dynamic random-access memory) è veloce ma temporanea; l’archiviazione (con chip NAND flash o SSD) è più lenta ma conserva i dati in modo permanente. I chip di IA usano la HBM (memoria ad alta larghezza di banda), una forma di DRAM impilata ad alta velocità; è soggetta a vincoli di offerta e rappresenta una quota consistente del costo delle GPU, il che rende Samsung, SK Hynix e Micron beneficiari diretti dell’IA.
- Data center: l’edificio fisico che ospita migliaia di server, oltre ad alimentazione, raffreddamento e connettività di rete. Oggi i data center di IA si misurano in megawatt o gigawatt di elettricità anziché in metri quadrati.
- Cloud: il noleggio di potenza di calcolo, archiviazione e software via internet anziché possedere server propri. Si paga all’ora o in base all’utilizzo.
- Hyperscaler: la manciata di società che gestiscono il cloud computing su scala enorme: Amazon, Microsoft, Google e Meta, il grande costruttore per uso interno. Possiedono i data center su cui gira la maggior parte dell’IA.
- AWS (Amazon Web Services): la divisione cloud di Amazon e il più grande fornitore di servizi cloud; l’hyperscaler originario e un importante motore di profitto per Amazon.
- Meta: la casa madre di Facebook/Instagram/WhatsApp. Rilevante per l’IA come grande costruttore di data center e per la pubblicazione dei modelli open-weight Llama. Per investimenti in conto capitale e scala dei data center conta come hyperscaler, ma a differenza di AWS, Azure e Google Cloud costruisce per uso proprio anziché vendere potenza di calcolo – anche se ha lasciato intendere che potrebbe affittare la capacità inutilizzata.
- Laboratori di frontiera: il ristretto gruppo di organizzazioni che sviluppano i modelli di IA più avanzati: OpenAI, Anthropic, Google DeepMind, xAI, Meta e attori cinesi come DeepSeek.
- OpenAI: laboratorio di IA statunitense dietro i modelli GPT, ChatGPT e Sora. Fondata nel 2015 come organizzazione non profit; ristrutturata nell’ottobre 2025 in modo che la non profit (OpenAI Foundation) controlli una public benefit corporation a scopo di lucro (OpenAI Group PBC). Stretta partnership con Microsoft.
- Anthropic: il laboratorio di IA statunitense focalizzato sulla sicurezza dietro i modelli Claude (l’assistente IA). Sostenuta da Google e Amazon; forte orientamento alle imprese e alla programmazione.
- DeepSeek: laboratorio di IA cinese che ha attirato l’attenzione mondiale a inizio 2025 pubblicando modelli open-weight vicini alla frontiera, addestrati, secondo quanto riportato, a costi molto più bassi, sollevando interrogativi sulle ipotesi alla base degli investimenti in conto capitale nell’IA.
- Moonshot AI: Moonshot AI è un laboratorio di IA cinese sostenuto da Alibaba, creatore dei modelli e del chatbot Kimi. Si distingue per il rilascio di modelli open-weight di qualità quasi da frontiera – K3 (luglio 2026) è il più grande modello open-weight disponibile e, secondo quanto affermato, rivaleggerebbe con Fable 5 di Anthropic. Insieme a DeepSeek, è la principale prova che i laboratori cinesi stanno riducendo il divario di capacità.
- ROI (ritorno sull’investimento): l’utile netto diviso per il costo dell’investimento, un rapporto semplice sull’intero ciclo di vita. Un data center da un gigawatt che costa 50 miliardi di USD e genera un utile netto annuo di 10 miliardi di USD lungo la sua vita utile di cinque anni rende in totale 50 miliardi di USD al netto degli ammortamenti – un ROI del 100%, ovvero in media del 20% all’anno. Nell’IA è una questione centrale ancora aperta, e il termine è spesso usato in modo impreciso.
- ROIC (rendimento del capitale investito): a differenza del ROI, il ROIC è il tasso di rendimento sul capitale vincolato in un’attività. Questa metrica consente il confronto tra società e tra anni e può servire a giudicare se un investimento crea valore (se il ROIC supera il costo del capitale). È definito come l’utile operativo netto dopo le imposte, diviso per il capitale investito (debito più capitale proprio meno liquidità). Sia il ROI sia il ROIC sono sensibili alle ipotesi sulla vita utile delle GPU, sull’utilizzo dei data center e sui prezzi dei token.
- Finanziamento circolare: quando una società investe in un cliente, o gli concede prestiti, e questi spende poi quel denaro per acquistare i prodotti dell’investitore stesso. Critica frequente alle operazioni nell’IA (ad es. produttori di chip o fornitori cloud che finanziano laboratori di IA che poi acquistano i loro chip/la loro potenza di calcolo), spesso letta come segnale di una domanda gonfiata; il problema più spinoso è che concentra l’esposizione come fornitore, creditore e azionista nelle stesse poche controparti.