Azioni dei mercati emergenti: cosa succederà dopo il decennio perduto?

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In breve

  • La crescita potenziale del PIL a lungo termine dei mercati emergenti dovrebbe tornare ad aumentare rispetto ai mercati sviluppati.
  • Nei mercati emergenti dell’Asia settentrionale è presente un numero significativo e crescente di società altamente specializzate e con posizioni di mercato dominanti.
  • Questi 2 fattori dovrebbero consentire agli investitori di sperare in un aumento degli utili e della redditività delle società dei mercati emergenti.

Confrontando l’andamento negli ultimi dieci anni degli utili delle società dei mercati emergenti rispetto a quello dei mercati sviluppati, è comprensibile che molti considerino questo un decennio perduto per le azioni dei mercati emergenti. I titoli dei mercati emergenti sono ora destinati a riprendersi?

Mutamento delle percezioni in merito ai titoli dei mercati emergenti

L’indebolimento del dollaro USA e le aspettative sulla ripresa dell’economia cinese, in seguito all’abolizione delle restrizioni legate alla politica di tolleranza zero nei confronti del Covid, hanno comportato un cambiamento nella percezione dei titoli dei mercati emergenti. Lo dimostra l’indice MSCI EM, che ha sovraperformato l’indice MSCI World del +12,5% nel periodo 31.10.2022 - 31.01.2023 (in USD). Inoltre, dopo 39 settimane di deflussi, i fondi comuni di investimento attivo sui mercati emergenti globali hanno registrato afflussi netti dall’inizio del 2023.

Questi cambiamenti sembrano positivi per le azioni dei mercati emergenti, ma si tratta di una tendenza destinata a durare? La domanda è: “Quali fattori sono necessari affinché le azioni dei mercati emergenti costituiscano - e restino - una parte importante dell’asset allocation di un investitore?” Per rispondere, iniziamo a capire le ragioni alla base della performance dell’ultimo decennio, individuando e caratterizzando le diverse fasi della performance osservate per le azioni dei mercati emergenti.

Due decenni passati in rassegna

La figura 1 riportata sotto illustra il rendimento complessivo netto dell’indice MSCI EM dal 2002 al 2022. Il periodo è suddiviso anno per anno in modo da mostrare i fattori che hanno determinato il rendimento di ogni singolo anno, come i dividendi e il rapporto prezzo/utili. Dal grafico si evince che la performance a lungo termine dei mercati emergenti è stata caratterizzata da due fasi distinte e contrastanti: un periodo di crescita degli utili, rappresentato dalle barre blu nei periodi 2002 - 2010 e 2011-2022, e un periodo di forti oscillazioni delle valutazioni, come mostrato dalle barre gialle nei periodi 2008 - 2011 e 2020 - 2021.

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Queste due fasi distinte diventano ancora più chiare se si osserva la figura sottostante, che mostra la performance a lungo termine dei mercati emergenti. Come illustrato dai grafici a barre, la crescita degli utili aggregati delle società rappresentate nell’indice MSCI EM è passata dal +14% del periodo 2001 - 2010 allo 0% del periodo 2011 - 2022.

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Cosa ha compromesso la performance?

L’analisi dei titoli dei mercati emergenti in questa prospettiva decennale evidenzia che la performance deludente degli ultimi anni non può essere imputabile semplicemente all’aumento delle incertezze geopolitiche. Quali potrebbero essere le ragioni? Ci sono state problematiche strutturali che hanno impedito la distribuzione degli utili? Oppure la causa è da ricercare nella mancanza di elaborazione di quadri giuridici all’interno dei mercati emergenti? La view è che il calo della crescita degli utili sia probabilmente dovuto alle seguenti motivazioni di natura fondamentale: minore crescita dei ricavi a causa del rallentamento della crescita del PIL, margini più bassi dovuti all’intensificarsi della concorrenza a livello globale, tassi di interesse più bassi, calo dei prezzi delle materie prime ed effetti di ribilanciamento all’interno dell’indice.

Adottare una view di lungo termine

Tuttavia, come mostra la figura 2, la performance dei mercati emergenti sull’intero periodo di 21 anni è ancora leggermente migliore di quella dei mercati sviluppati (8,0% rispetto al 6,6%) anche dopo il decennio perduto. Cosa serve ai mercati emergenti affinché siano in grado di sovraperformare i mercati sviluppati nel lungo periodo? Naturalmente, in base al precedente dibattito, non può che essere una maggiore crescita degli utili che, a sua volta, può comportare ulteriori espansioni dei multipli.

Riteniamo che questo sia uno scenario realistico. In primo luogo, la crescita potenziale del PIL a lungo termine dei mercati emergenti dovrebbe tornare ad aumentare rispetto ai Paesi sviluppati. Sulla scia della crisi finanziaria globale del 2008 - 2009 e della pandemia di Covid-19, fattori quali la crescita demografica (ad eccezione della Cina), l’aumento della produttività e la crescita degli investimenti di capitale dovrebbero contribuire a questa normalizzazione.

In secondo luogo, è presente un numero significativo e crescente di società altamente specializzate e con posizioni di mercato dominanti, soprattutto nei mercati emergenti dell’Asia settentrionale (Cina, Corea e Taiwan), quali i produttori di semiconduttori o di batterie. Grazie agli elevati investimenti in ricerca e sviluppo, queste aziende leader a livello mondiale dovrebbero essere in grado di rafforzare ulteriormente la loro posizione di mercato.

Di conseguenza, questi settori altamente redditizi e a forte crescita assumerebbero un’importanza sempre maggiore, incrementando così potenzialmente la crescita degli utili delle società dei mercati emergenti rispetto a quella delle società dei mercati sviluppati.  

Con il decennio perduto alle spalle, cosa devono aspettarsi gli investitori?

Le azioni dei mercati emergenti sono destinate a riprendersi? Dal punto di vista delle valutazioni, ci troviamo ora a un punto di partenza interessante, con il rapporto P/E di Shiller delle azioni dei mercati emergenti trattato con uno sconto significativo (>40%) rispetto a quello delle azioni dei mercati sviluppati. Sarà sufficiente per fare in modo che i titoli dei mercati emergenti guadagnino l’attenzione degli investitori? Ce lo auguriamo, perché è giunto il momento di guardare a un nuovo decennio in cui le azioni dei mercati emergenti costituiranno una parte importante dell’asset allocation degli investitori.

 

 

 

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