Il settore immobiliare cinese: una ripresa graduale con attenzione alla stabilità a lungo termine
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Recentemente, le autorità cinesi hanno annunciato misure per allentare la pressione sul mercato immobiliare. L'anno scorso il governo ha cercato di aiutare il settore, ma non ci è riuscito; questa volta, però, potrebbe essere più deciso ed efficace.
Dalla fine del 2020, il governo cinese ha attuato misure severe e restrittive per eliminare l'indebitamento nel mercato immobiliare, al fine di prevenire una crisi immobiliare come quella del 1992 in Giappone e del 2008 negli Stati Uniti. Sia i contratti di vendita che i rifinanziamenti delle società immobiliari sono crollati a partire dalla prima metà del 2021, facendo precipitare la maggior parte dei costruttori, soprattutto società private, in una crisi di liquidità. L'evento principale è stato il default di Evergrande alla fine del 2021, seguito da altre società del settore.
A partire dal marzo 2022, il governo ha cercato di allentare le politiche di restrizione per evitare un'ulteriore flessione del settore. Sfortunatamente, questo è stato interrotto da rigidi confinamenti in diverse regioni in seguito all'aumento dei casi di Covid nella Cina orientale.
Perché questa volta è diverso?
I pacchetti di politiche di sostegno annunciati la scorsa settimana da varie agenzie governative, tra cui la China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC), il Ministero degli Alloggi e dello Sviluppo Urbano-Rurale (MOHURD) e la People's Bank of China (PBoC), sono molto più incisivi delle precedenti misure governative, con ulteriori stimoli in arrivo nei prossimi mesi.
Questa volta anche il contesto è diverso e il messaggio è più chiaro e forte. Le misure sono state annunciate dopo una riunione di alto livello del comitato ospitata da Xi Jinping, appena dopo aver ottenuto il terzo mandato. Il governo è determinato ad evitare che il settore si deteriori ulteriormente. Ci aspettiamo che vengano annunciate altre politiche di sostegno tra dicembre e marzo prossimo, quando si insedierà la nuova amministrazione.
Inoltre, il governo cinese allenterà gradualmente l'attuale politica di "zero COVID". Questo è il fattore chiave per la ripresa economica e per il settore immobiliare.
Una ripresa incentrata sulla stabilità
Prevediamo che il peggio dell'attuale crisi immobiliare passerà presto; tuttavia, la ripresa del settore immobiliare sarà solo graduale e probabilmente avrà una forma a "L" entro il 2023. Si stabilizzerà prima e rimarrà poi a un livello uniforme ma più sostenibile. Non ci aspettiamo che i contratti di vendita tornino ai massimi storici del 2021 nel breve termine.
Se l'attuale orientamento politico rimane invariato e lo scenario Covid rimane stabile, il settore immobiliare cinese potrebbe riprendersi con continuità, con prezzi relativamente stabili in futuro. Ci aspettiamo che i prezzi delle abitazioni in Cina diventino più accessibili e che il settore si avvicini ai modelli abitativi di Singapore e della Germania.
Il governo cinese ha già raggiunto il suo obiettivo di riduzione della leva finanziaria e ora deve stabilizzare il settore e l'economia per evitare ricadute o rischi sistemici. L'edilizia e i settori correlati rappresentano ancora circa il 25% della crescita del PIL cinese.
Prevediamo che le vendite di abitazioni scenderanno di meno del 10% annuo nel 2023, dopo un calo del 30% annuo nel 2022. Nel frattempo, il consolidamento del settore accelererà, con le imprese statali (SOE) che aumenteranno la quota di mercato al 50-70% dall'attuale 30-40%. Le aziende private (POE) si ridurranno. Prezzi delle case più accessibili, combinati con un livello sostenibile di indebitamento finanziario, miglioreranno la salute del settore.
Nota: alcune informazioni contenute nel presente documento si basano su dichiarazioni, informazioni e opinioni di prospettiva, comprese le aspettative sulle attività future. Riteniamo che tali dichiarazioni, informazioni e opinioni siano basate su stime e ipotesi ragionevoli. Tuttavia, non è possibile garantire che le stime o le ipotesi relative ai futuri risultati finanziari di Paesi, mercati e/o investimenti si rivelino accurate e i risultati effettivi potrebbero differire in modo sostanziale.