Da giornalisti ad analisti: niente alternative alla ricerca sul campo

Quality Growth Boutique
Leggi 5 min

In breve

  • Il team Quality Growth si avvale di ex giornalisti investigativi che attingono a fonti non tradizionali per contribuire a migliorare il nostro processo di ricerca.
  • Grazie alla ricerca sul campo di Robert Berner, la convinzione nel rivenditore di macchine industriali RB Global è cresciuta.
  • La ricerca di Mara Der Hovanesian su Dollar General ha spinto il nostro Portfolio Manager a chiudere la posizione prima del crollo del titolo.
  • Zhen Li ha testato la capacità di Estee Lauder di risollevare il suo business in Cina, inducendo il Gestore a decidere di non reinvestire.

 

La curiosità e la tenacia di un giornalista possono aggiungere valore al processo di investimento. Il nostro team di ricerca Quality Growth comprende tre ex giornalisti investigativi che sfruttano la loro esperienza per uscire dai sentieri battuti e raccogliere informazioni da fonti non tradizionali che vanno dai clienti, ai fornitori, fino agli ex dirigenti e ai legali del settore e persino agli accademici.

Attingendo a fonti non tradizionali, i nostri analisti investigativi contribuiscono a individuare le tendenze in anticipo rispetto al mercato, evitare errori d’investimento potenzialmente onerosi e utilizzare nuove prospettive per testare le tesi di investimento. In breve, il loro apporto è diventato una componente preziosa del processo di ricerca del team Quality Growth.

Individuare i segnali di allarme

Grazie alla sua esperienza pluridecennale come reporter investigativo per BusinessWeek e The Wall Street Journal, Robert Berner riesce a ottenere nuove informazioni utili per individuare rischi e opportunità che potrebbero non essere colti dalla sola analisi fondamentale. Le sue scoperte spesso inducono i nostri Portfolio Manager a rivalutare una partecipazione o, nel caso di RB Global, a rafforzare la tesi iniziale. La sua ricerca sul campo ha spinto il Gestore a incrementare la posizione.

Case study 1: Rafforzata la convinzione in RB Global

RB Global, società leader nella vendita di macchine pesanti, ha acquisito IAA, piattaforma online di soluzioni d’asta per veicoli danneggiati. Nonostante il modello di business di IAA fosse percepito come un modo efficiente per liberarsi dei veicoli a fronte di un corrispettivo elevato, la società era in difficoltà. Aveva perso un importante contratto nazionale con Geico a causa di una non conformità ai contratti sul livello di servizio.

RB Global avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi per IAA? Robert ha visitato i cantieri di IAA in California, trovando veicoli disposti in ordine casuale, in netto contrasto con le file ordinate di Copart, suo principale concorrente. Tuttavia, dai colloqui con i responsabili di cantiere di IAA è emerso che RB Global era attivamente impegnata a migliorare la situazione e aveva introdotto una «scheda di valutazione» delle filiali con sei Indicatori Chiave di Performance (KPI) e sviluppato piani di azione per i cantieri con risultati deludenti. Ulteriori colloqui con dirigenti assicurativi hanno evidenziato un mercato in attesa di un forte concorrente di Copart, un elemento promettente per IAA. Visitando anche altri cantieri, Robert ha riscontrato che i veicoli erano disposti in modo ordinato, le attività erano più organizzate e i veicoli lasciavano i cantieri più rapidamente. I responsabili di cantiere e i conducenti di carro attrezzi a contratto hanno riferito di una gestione più snella delle attività. La storia di svolta di IAA era iniziata e Robert continuerà a utilizzare le sue competenze di giornalista investigativo per monitorare i progressi.

Prevenire i colpi di scena

La capacità di un giornalista di ignorare nozioni preconcette è particolarmente preziosa per gli analisti di ricerca tradizionali, potenzialmente vulnerabili ai bias di conferma. È stato così con Dollar General, in passato presente in portafoglio. Dopo aver raggiunto una solida posizione a inizio 2020, la mission di Dollar General ha iniziato a evidenziare alcune crepe. Mara Der Hovanesian, ex editor di BusinessWeek e reporter di Dow Jones Newswires, Barron’s Magazine e The Wall Street Journal, ha individuato le sfide finanziarie dei clienti della società, famiglie a basso reddito. Inoltre, ha rilevato una crescente opposizione agli aggressivi piani di crescita di Dollar General. Le sue ricerche hanno indotto il Portfolio Manager a chiudere la posizione a maggio 2022, appena poche settimane dopo che il titolo aveva raggiunto il suo massimo storico e prima che il Dipartimento del Lavoro (DOL) comminasse una sanzione all’azienda. Da allora, il titolo è crollato.

Case study 2: Chiusa la posizione in Dollar General

Per decenni, il business di Dollar General, incentrato sulla vendita al dettaglio di prodotti di largo consumo a prezzi contenuti in comunità rurali e a basso reddito, ha consentito alla società di crescere sia nei periodi positivi che in quelli negativi. Dopo la privatizzazione del 2007 e la successiva IPO, la società con sede nel Tennessee ha adottato una strategia ottimizzata per ridurre i costi e, allo stesso tempo, ha lanciato un’aggressiva campagna di espansione a livello nazionale. Il numero dei punti vendita è passato dai 12.000 del 2015 ai circa 20.000 di oggi, superando concorrenti come Wal-Mart e Target per numero di nuovi negozi. Il format vincente dei «dollar store» era tra quelli a più rapida crescita nello scenario retail statunitense. Nuove efficienze di filiera e costi di manodopera contenuti hanno determinato margini di profitto elevati e una performance finanziaria solida.

Cosa è andato storto? Mara ha intervistato alcuni oppositori dell’azienda, secondo i quali la proliferazione dei punti vendita di Dollar General ha contribuito al declino delle piccole imprese e dei negozi di alimentari locali, che ha spinto attivisti delle comunità e funzionari locali a contrastare le nuove aperture per i timori legati agli effetti sulle economie locali e sul carattere delle comunità. Inoltre, Mara ha intervistato gli ex dipendenti, molti dei quali hanno dichiarato che le condizioni lavorative erano insostenibili. L’azienda ha dovuto far fronte a persistenti critiche sulle pratiche di lavoro, inclusi bassi salari e benefici minimi per i dipendenti. Cosa ancora peggiore, i punti vendita con personale ridotto negli orari di apertura tardivi sono diventati una calamita per la criminalità. Nel 2024 il DOL ha comminato a Dollar General una sanzione di 12 milioni di dollari per non aver garantito la sicurezza dei dipendenti, chiedendole di migliorare la sicurezza e assumere personale aggiuntivo in tutti i negozi. Queste nuove sfide hanno determinato un aumento dei costi operativi e di immagine.

I colossi del retail Wal-Mart e Amazon hanno iniziato a investire pesantemente nell’offerta di prodotti a basso costo; entrambi dispongono di maggiori risorse da investire in tecnologia, efficienze di filiera e miglioramento della customer experience. Dollar General ha avuto difficoltà a mantenere un vantaggio competitivo e la promessa di prezzi bassi. Dopo la vendita del titolo, la società ha annunciato la chiusura di circa 1.000 punti vendita. I problemi legati alla filiera e l’aumento dei costi hanno continuato a erodere i margini di profitto, facendo sorgere dubbi sulla capacità della società di sostenere la propria crescita.

Testare le tesi di investimento

I nostri analisti investigativi lavorano a progetti altrettanto eterogenei dei settori e delle aree geografiche in cui investiamo. A volte riesaminano una precedente partecipazione per verificare la redditività di un nuovo prodotto o servizio, valutare le pressioni competitive o analizzare i cambiamenti di una cultura aziendale. Nel caso del produttore di cosmetici Estee Lauder, Zhen Li - che vive a Hong Kong e in passato ha lavorato per The New York Times a Shanghai, occupandosi di argomenti legati alla Cina, e poi come reporter freelance nel settore dell’energia nucleare cinese - ha testato la capacità dell’azienda di risollevare il suo business in Cina. Zhen Li ha esaminato l’impatto della ristrutturazione aziendale di Estee Lauder.

Case study 3: No al reinvestimento in Estee Lauder

Avevamo chiuso in precedenza la nostra posizione in Estee Lauder a causa dei timori legati al suo business in Cina e, nel valutare un possibile reinvestimento, abbiamo riscontrato gli stessi timori. Credevamo che la deludente performance fosse il risultato di una debolezza ciclica, ma dalla ricerca approfondita effettuata da Zhen sono emersi gravi problemi specifici dell’azienda.

Zhen ha scoperto alcuni problemi nel canale duty-free nel 2020, dopo aver parlato con distributori di cosmetici, professionisti che lavoravano nei duty-free e concorrenti di Estee Lauder nel mercato cinese. Nel periodo di restrizioni dovuto al COVID, dal 2020 a inizio 2023, una quota significativa dei prodotti Estee Lauder acquistati dai duty-free sono stati rivenduti in canali non autorizzati, provocando gravi problemi al sistema ufficiale di determinazione dei prezzi di Estee Lauder e danneggiando la brand equity. Il livello delle giacenze è cresciuto in misura eccessiva e i forti sconti hanno spinto i consumatori ad accumulare significative scorte di prodotti che dureranno mesi o addirittura anni.

Siamo giunti alla conclusione che non esistono soluzioni rapide per Estee Lauder in Cina, a causa del rallentamento dei consumi, dell’inasprimento della concorrenza delle società cinesi e del programma di ristrutturazione in atto all’interno della società, che hanno rafforzato le incertezze.

 

 

 

 

 

Il presente documento non è il risultato di un’analisi finanziaria e, quindi, non vi si applicano le «Direttive sull’Indipendenza della Ricerca Finanziaria» dell’Associazione Svizzera dei Banchieri. Vontobel e/o il relativo consiglio di amministrazione, management esecutivo e i relativi dipendenti possono avere o avere avuto in passato interessi o posizioni nei titoli in oggetto, oppure avere effettuato negoziazioni o avuto il ruolo di market maker rispetto a tali titoli. Inoltre, tali persone fisiche o giuridiche potrebbero aver effettuato per conto di clienti operazioni in tali strumenti o prestare o aver prestato in passato servizi in ambito di corporate finance o di altra natura a tali società.

Gli autori

Insight correlati