Investors’ Outlook: Agitato, non mescolato

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In breve

  • Sebbene l’annuncio di dazi reciproci abbia fornito dettagli attesi da tempo, non ha rassicurato i mercati. Con possibili negoziati e ritorsioni all’orizzonte, è probabile che la volatilità continui a fare da sfondo ai mercati per un po’ di tempo.
  • I mercati hanno assistito anche a una «grande rotazione» verso gli asset europei e asiatici, in quanto gli investitori sono alla ricerca di opportunità al di fuori degli Stati Uniti.
  • L’Investment Committee della Multi Asset Boutique, vista la scarsa visibilità, ha deciso di aumentare la liquidità e portarsi su una posizione neutrale sulle azioni USA, in previsione di almeno due trimestri di ripensamento economico.

 

(Solo in inglese)

 

Agitato, non mescolato

Il 2 aprile i mercati sono stati scossi dall’annuncio di Donald Trump relativamente a dazi reciproci più alti del previsto, incluso un dazio del 10% su tutti i partner commerciali e del 25% sulle auto estere. Un’ulteriore escalation della sua offensiva commerciale. Sebbene l’annuncio abbia fornito dettagli attesi da tempo, non ha rassicurato i mercati. Con possibili negoziati e ritorsioni all’orizzonte, è probabile che la volatilità continui a fare da sfondo ai mercati per un po’ di tempo.

Già prima di quello che Trump ha chiamato il «Liberation Day», gli investitori avevano affrontato un periodo di incertezza. Con l’indice S&P 500 entrato in territorio di correzione a metà marzo, sono stati bruciati migliaia di miliardi di valore di mercato in quanto i timori di recessione sono tornati a farsi sentire e gli investitori hanno fatto congetture sulle ripercussioni delle decisioni di Trump sull’economia reale e sui loro effetti a livello di crescita economica, aspettative inflazionistiche e utili aziendali. L’OCSE1 ha già rivisto al ribasso la crescita del prodotto interno lordo (PIL) globale, in quanto le guerre commerciali hanno avuto un impatto molto negativo. In assenza di chiarezza sui dazi, le imprese hanno esitato a effettuare ordini, mentre si è smorzato l’ottimismo economico e delle piccole imprese (inizialmente sostenuto dall’elezione di Trump).

I mercati hanno assistito anche a una «grande rotazione» verso gli asset europei e asiatici, in quanto gli investitori sono alla ricerca di opportunità al di fuori degli Stati Uniti. I mercati europei sono stati sostenuti dalla ripresa dell’entusiasmo per i piani statali volti a incrementare la spesa per la difesa e le infrastrutture, anche se riteniamo che la crescita a lungo termine resti limitata da problemi strutturali. Sebbene le misure di incentivazione forniscano sostegno a breve termine, l’ottimo potenziale di crescita dipende da riforme più radicali sul fronte dell’offerta, come le riforme del costo del lavoro, piuttosto che dalla sola spesa trainata dal debito. Allo stesso modo, la Cina è impegnata in maniera concertata a rilanciare la spesa al dettaglio e a stabilizzare il mercato immobiliare, dove si stima che risieda circa il 60% della ricchezza delle famiglie2. La ripresa del settore immobiliare è quindi un prerequisito per un netto rimbalzo della spesa al consumo, a nostro avviso.

È improbabile che quest’anno la volatilità si plachi. Il mercato è destinato a restare in uno stato di massima allerta, reagendo in maniera molto nervosa a qualsiasi variazione dei dati economici o della formulazione delle politiche. Pur ritenendo che i dazi annunciati facciano parte di una tattica negoziale, l’Investment Committee della Multi Asset Boutique, vista la scarsa visibilità, ha deciso di aumentare la liquidità e portarsi su una posizione neutrale sulle azioni USA, in previsione di almeno due trimestri di ripensamento economico.

In questo Investors’ Outlook esploriamo i potenziali scenari di un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, esaminiamo i prezzi dell’oro e decifriamo le tendenze dei mercati.

Agitato? Sì. Ma riteniamo che per coloro che diversificano in maniera attiva e adottano una view di lungo periodo non ci sia motivo di essere agitati.

 

 

 

 

 

1. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, un’organizzazione intergovernativa che promuove politiche finalizzate al miglioramento del benessere economico e sociale attraverso la ricerca, la collaborazione e le raccomandazioni politiche tra i 38 paesi membri.
2. Fonte: articolo del World Economic Forum, pubblicato il 14 settembre 2023. https://www.weforum.org/stories/2023/09/china-real-estate-slump/

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